sabato 20 settembre 2014

PEZZI DI STORIA...


Leggendo un titolo come questo potreste aspettarvi qualche lezione o ragionamento che riguarda la storia, quella importante, che ha segnato con vicende e fatti il nostro presente. Niente di tutto questo: quello di cui vi parlo è un pezzo di storia che riguarda la mia famiglia.
Oltre ad essere legata ad essa, la storia in questione è legata anche alla mia grande passione per tutto ciò che è hand-made.
 
Questa volta le mani che hanno creato sono quelle della mamma di mia suocera, quindi nonna di mio marito. Faceva la sarta e lavorava anche per gli altri, ma trovava anche il tempo per creare qualcosa di speciale con uncinetto o ferri.
Il lavoro che vi voglio mostrare è questo copriletto bianco in cotone piuttosto sottile, formato da grandi piastrelle lavorate con quattro ferri e unite insieme con maestria.
 

Mi piace molto ed ogni volta che posso ammirarlo mi viene voglia di mettermi subito al lavoro per crearne uno così bello.

Vi state forse chiedendo come faccio ad averlo qui per fotografarlo? Certo, avrei potuto chiederlo per fare delle foto, ma l’occasione per cui è a casa mia è in realtà un’altra.
 

In questi giorni, infatti, nel nostro paese si partecipa alla sagra, con messa e processione come si fa in ogni parte d’Italia. Per l’occasione tutte le strade del paese vengono colorate e addobbate con nastri e addobbi nei due colori caratteristici, che sono il bianco e il rosso. Quest’anno, poi, si è cercato di riprendere una tradizione piuttosto antica, che è quella di esporre pezzi preziosi della propria dote vicino a rappresentazioni religiose.
 

Mia suocera mi ha raccontato che un tempo si delimitava proprio tutto il percorso con lenzuola e coperte bianche, ricamate, preziose, appese a fili che seguivano la strada e coprivano tutto il resto. Completavano il lavoro fiori, i più belli, petali lanciati a terra, e il tutto era molto sentito.

Dopo qualche dubbio, in quanto il mio tempo è sempre meno, ho pensato di partecipare all’iniziativa in questo modo.
 

Ho ripreso questo schema da punto croce su un grande foglio a quadretti, colorando le crocette con il colore rosso per far risaltare la madonnina con il suo bimbo e l’ho esposto su questa coperta in pizzo altrettanto preziosa.
A me piace molto, perché parla di me e perché la coperta all’uncinetto sulla quale l’ho appoggiata è quella che mia nonna mi aveva regalato perché desiderava che io la esponessi in occasioni simili.
 

Infatti, per lei, io l’ho messa per anni stesa sul mio poggiolo prima che i ragazzi della Pro Loco riprendessero questa idea.
Su un’altra finestra, naturalmente, ho appoggiato la coperta di mia suocera.
Nei prossimi giorni le sistemerò con cura e le riporrò per lasciare che possano raccontare altre storie, altre vicende…

Alla prossima.
Lara
 

venerdì 12 settembre 2014

QUESTA VOLTA...


 
Questa volta mi sembrava ci fosse qualcosa di diverso, intorno a quella casa, che avevo visto altre volte. Mi sembrava che quel legno che la copriva fosse scolpito, mi sembrava che i fiori fossero più belli.
 
 
Questa volta mi sembrava persino più curata, ma forse non era così, ed allora ho provato a fare qualche foto da condividere con voi…

 
E con questi scatti voglio salutare Laura, semplicemente dirle che qualsiasi scelta deve essere fatta nella certa consapevolezza che è quello che si vuole… ma lei questo lo sa.
 

Alla prossima.

Lara.

 

venerdì 5 settembre 2014

ATTIMI DI SERENITA' 6


Gli attimi di serenità di questo venerdì sono tutti ambientati in casa mia, dove, dopo aver ricominciato il lavoro, ho trovato il tempo di osservare alcune particolarità della mia casa e dintorni…

Ecco allora i muffin che mia figlia ha voluto fare da sola, dopo averli fatti con la zia il giorno prima ed avergliene carpiti la ricetta e i segreti…
 

Ed eccoli cotti pochi minuti dopo, quando orgogliosa li offriva a tutti gli ospiti…
 
Ecco il raccolto di peperoni dal mio orto…
 
Ecco i fiori che dal mio piccolo orto, in un angolo, hanno acceso la mia cucina…
 
Ecco la mia nuova marmellata, questa volta di prugne…
 

Ed ecco infine il pizzo fatto a mano che una cara persona ha fatto appositamente per me: mi piace molto.
 

Momenti di serenità vera, autentica, provata nel guardarli, nel viverli che mi ricollegano a Laura e ai suoi momenti di serenità.

Alla prossima.

Lara.

mercoledì 3 settembre 2014

GILET VERDE E BIANCO

Oggi posso finalmente mostrarvi il golfino top-down verde e bianco che qualche tempo fa ho iniziato per mia figlia.
Avevo acquistato alcuni gomitoli di cotone da lavorare con i ferri numero 3,5, nei colori verde e bianco.
 
Ho deciso di partire dal collo con il punto legaccio e suddividendo i punti nei quattro punti dov’era necessario aumentare, ho creato la parte delle spalle. Questa volta ho lasciato i gettati così com’erano, senza incrociarli, in modo da creare un effetto bucato geometricamente lungo gli scalfi.
Ho anche ripreso una forma geometrica, un rombo, sulla schiena e due sulle maniche, fatti con gettati messi in fila.
 

Quando ho lasciato le maglie delle maniche in sospeso ho pensato di continuare unendo il bianco al verde e mi sembrava che il punto legaccio risultasse più consistente.
In fondo alla maglia ho ripreso l’effetto bucato ed ho poi terminato con un giro di punto gambero all’uncinetto, che ho fatto anche sulle maniche.
Le foto che ho fatto in estate, poi, documentano il fatto che in una delle mie passeggiate in montagna avevo portato con me il lavoro per portarmi avanti un po’, ma soprattutto per rilassarmi ancora di più.

Per quanto riguarda invece le foto del gilet indossato devo specificare che le ho fatte molto in fretta, perché mia figlia mi ha concesso solo poco tempo e poi voleva andare a giocare con uno dei suoi fratelli.
Non ci sono bottoni, per il momento, ma potremmo decidere di metterne almeno uno, anche se a me piace anche così…
 
Alla prossima.
Lara.

 

 

 

venerdì 29 agosto 2014

ATTIMI DI SERENITA' 5

Anche questa settimana ho potuto godere di diversi attimi di serenità, tra i quali l’incontrare alcune mie amiche che non vedevo da tempo.
Quando troviamo il tempo per noi è come farci un regalo che ci dà energia, che ci fa sorridere, che ci rilassa e che ci tira su, tutto in una volta. E’ un regalo prezioso, che nessun’altro può avere, perché è solo nostro e non può essere di altri.
Ma oltre a questa grande opportunità ieri ho avuto anche il piacere di partecipare con mia figlia e mia nipote ad un laboratorio creativo presso il Museo dellePalafitte di Fiavè.
Il tema di tutta la giornata era L’INTRECCIO e dopo un’attenta caccia al tesoro tra i diversi oggetti presenti nel museo, alla ricerca di ogni tipo di incrocio (di fili, di tronchi, di bastoncini e di paglia) i bambini sono stati guidati nella realizzazione di un simpatico braccialetto, tessuto su un telaietto in legno, preparato per l’occasione.

Abbiamo potuto ammirare come si può filare la lana dal batuffolo proveniente direttamente dalla schiena di una pecora, per poi vedere quella filata tinta con prodotti naturali e alcuni tipi di stoffa tessuta nei vari colori.

 
E’ stato divertente e trovo che questo argomento si possa proprio intrecciare con quello sull’ amicizia che ho fatto all' inizio.
Le relazioni si possono paragonare a fili incrociati, stretti e resistenti quelli migliori, che non finiranno mai
robusti ma più allargati quelli sinceri che resistono sempre,
stretti ma delicati quelli che si spezzano e finiscono,
quelli inconsistenti e sottili durano proprio poco e non possono essere considerati incroci
e quando la lana non viene proprio lavorata non si incrocerà nessun filo…
L’intreccio che si forma ogni venerdì con molte amiche è paragonabile ad uno degli acchiappa-sogni che ho visto in qualche vostro blog, circolare, a filet.
Al centro ci metterei Lauratutto intorno, senza regole precise, tutte quelle che hanno capito che serenità è anche raccontarla…
Alla prossima.
Lara.


  

domenica 24 agosto 2014

ZUPPA DI FUNGHI


Ho l’impressione di essermi un po’ lasciata andare alla fantasia nel post precedente e così oggi mi limito a darvi la ricetta della mia zuppa di funghi, fatta qualche sera fa, che Birbolina mi aveva chiesto.

Gli ingredienti sono molto pochi:

Qualche fungo.

Una fetta di burro

Un cucchiaio di farina

Due bicchieri di brodo.

Si devono pulire molto bene i funghi e tagliarli a pezzetti piuttosto piccoli.
 

In un tegame si mette il burro e la farina e si mescolano fino ad ottenere un impasto corposo, un po’ dorato.

 

Si aggiungono a questo punto i funghi tagliati e si lascia che si indorino un pochino.
Nell’aggiungere poi il brodo vedrete subito una specie di crema bianca, con dentro i funghi.
 
 

Lasciate cuocere 40-50 minuti a fuoco molto molto lento. Verso la fine della cottura passate il tutto con il frullatore ad immersione.
 

Et voilà…. E’ pronta, gustosa e delicata.

Alla prossima.

Lara.

 

sabato 23 agosto 2014

ANDAR PER FUNGHI


Tra le varie attività che si possono svolgere dalle nostre parti è sicuramente diffusa quella di andare per i boschi a cercare funghi.

Ieri, dopo che la mattinata ci aveva regalato solo pioggia e umidità, quando il cielo si è liberato dei nuvoloni per lasciare spazio al sole delicatamente caldo, abbiamo deciso di andare “in montagna” per cercare funghi.
 

Ci siamo subito incamminati nel bosco con la curiosità di chi prova una certa sensazione nel trovare “quelli buoni”. Il terreno era molto bagnato e scivoloso ed era necessario prestare attenzione. Di funghi ce n’erano tantissimi, di varie forme, grandezze e colori.

E qui è cominciata l’avventura: volevo insegnare a mia figlia quali fossero i porcini. “Non hanno le lamelle sotto” ma quando lei me ne indicava uno che non aveva le lamelle dovevo spiegarle che anche il colore era importante… e il gambo… e  la superficie che non doveva essere viscida…
C'erano anche le mucche, vicino al bosco...
 

Mi sembrava di crearle confusione e così ho cercato di indicarle le caratteristiche che solo loro hanno, ma mi risultava difficile:

marrone? (Ce ne sono tantissimi di quel colore…)

gambo grosso? (Ma senza anello, mi raccomando…)

senza lamelle? ( Ma non nero sotto…)

Ho cominciato a pensare che le regole erano strane o meglio, non c’erano regole ed ho inventato una specie di storiella, di quelle che scrivono i bambini a scuola quando si esercitano per scoprire che tipo di testo è la leggenda…
 

Così nacquero i funghi..

Un giorno madre natura si svegliò con un grande spirito creativo e decise che quel giorno avrebbe creato i funghi.

Prese dal terreno un po’ di humus e formò dei gambi, grossi, sottili, piccoli, alti e ad alcuni mise un anello. I gambi, all’inizio erano tutti bianchi, ma litigavano tra di loro perché alcuni di loro si sentivano più importanti e belli.

Madre Natura si arrabbiò per questo e decise di punirli. Comunicò loro che avrebbe regalato a ciascuno un grande cappello se si fossero recati da lei il mattino seguente.

Come si può immaginare la più vanitosa, l’Amanita Phalloide, arrivò per prima e si fece regalare il cappello più vistoso, arancione o rosso molto appariscente con dei punti bianchi come perle.

A seguire arrivarono tutti e ognuno scelse il copricapo che più gli piaceva, ma il porcino arrivò per ultimo e quando scelse il copricapo marrone, meno vistoso, setoso e poco lucido chiese a Madre Natura:

“potrei sapere se i colori e le forme dei funghi sono indice della pericolosità per l’uomo e per gli animali?”

La grande madre che sapeva della saggezza del fungo rispose che per punire la vanità dei funghi aveva lasciato prendere il cappello che più piaceva loro ma che essere più vistoso non voleva dire per forza essere più buono.

“Tu sarai apprezzato per la tua umiltà e capacità di farti vedere solo da chi è più esperto e sarai raccolto e consumato come fungo gustoso e prezioso” disse.

Così gli uomini nel corso del tempo dovettero far ricorso alla propria esperienza per capire quali funghi fosse meglio raccogliere per non cadere in qualche malessere.

Divertente? Magari non molto, ma io mi sono divertita a inventarla e a scriverla.

Nel prossimo post vi racconterò come fare una buona crema di funghi, ma ora per il momento vi saluto.

Alla prossima.

Lara.